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Il 2 Maggio parliamo di Lega con Lynda Dematteo

“Sia ben chiaro, Lynda Dematteo non insulta: descrive con sapienza un’innovazione comunicativa che ha finito per travolgere i fondamenti del confronto democratico. L’idiota in politica è una figura vincente che da un quarto di secolo occupa la scena pubblica italiana, ma che nessuno prima di lei ci aveva rivelato nella sua formidabile efficacia simbolica. E naturalmente Umberto Bossi non è idiota. Fa l’idiota, cosa ben diversa.” Gad Lerner

 

L’IDIOTA IN POLITICA
Incontro con Lynda Dematteo
Mercoledì 2 Maggio ore 21
Teatro Dante di Campi Bisenzio

Alla fine degli anni ottanta, quando gli elettori lombardi sanzionano l’arroganza e la corruzione della classe politica votando per la Lega Nord, si fanno sedurre dall’intemperanza anche lessicale di Umberto Bossi. La sua “idiozia” politica, le maschere che di volta in volta indossa diventano la chiave del suo successo. Il suo stile verbale rievoca il buffone della tradizione medievale, non rispettando niente e nessuno, e deridendo a più riprese le istituzioni più care al paese. Con lui la pratica politica smarrisce per la prima volta ogni riferimento di senso, diventando una giravolta di annunci, minacce, promesse e intenzioni, in una parola sola “spettacolo”. Da questo punto di vista – argomenta Lynda Dematteo – il suo linguaggio e le sue maniere rimandano ai personaggi della tradizione della Commedia dell’arte: il politico Bossi pertanto si trasfigura nella maschera Bossi, una delle tante che dall’età moderna sono state fulcro dell’elaborazione delle identità collettive del nostro paese. Come emerge da questo approccio etnografico, la Lega Nord, però, non si limita solo a rappresentare le maschere più profonde del nostro immaginario collettivo attraverso l’invenzione di un linguaggio tutto “suo”, ma ha campo libero per fare politica nel senso più classico del termine, cioè creando miti, manipolando simboli, rielaborando la cultura politica dell’intero paese. Alla prova dei fatti la Lega si dimostra più gramsciana dell’intera sinistra, conquistando l’egemonia culturale e investendo in modo ramificato tutti i settori della società. Il capovolgimento semantico si compie fino in fondo; la semplicità lessicale, popolare e dialettale agìta contro l’arroganza delle classi colte e urbane si trasforma nel suo contrario: l’arroganza della semplicità.

 

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